domenica 31 gennaio 2016

A monte

Non ne faccio un mistero, anch'io penso che un bambino debba crescere con una mamma e con un papà, mi sembra l'opzione più naturale, e che la cultura lgbt, quando vissuta con troppa petulanza, sia un'ennesima forma di settarismo al pari delle conventicole cattoliche o dei circoli animalisti. Ma i casi sono molteplici. Piuttosto il mio problema è che considero l'essere venuto al mondo un fatto fondamentalmente negativo, di una violenza inaudita, e questo indipendentemente dal tipo di famiglia deputata alla procreazione. Essere chiamati in vita è un essere gettati in un gigantesco braccio della morte in attesa dell'esecuzione, il concepimento è il reato, la volontà il movente, a pagare è l'innocente. Quindi quando mi schiero dalla parte della modernità so già di fare violenza alle mie convinzioni, le quali, di fatto, non corrispondono a quelle delle due parti in causa. Ma se voglio fare un po' di intrattenimento devo pur scendere a patti con la realtà. Suggestionati dalla volontà di fare un figlio, i miei avviarono le pratiche per la mia venuta al mondo ed eccomi qua, la frittata è fatta.