mercoledì 27 gennaio 2016

Anche il materialismo è storico

Non sono un materialista ma non per questo sono un mistico o uno spiritualista, mi appoggio alle teorie di Mach e dell'empiriocentrismo. Che significa? Nulla di grave. Significa che i materialisti pongono come unica realtà ontologica una materia che in realtà non si mostra come dato immediato, l'unico dato che si offre immediatamente alla coscienza è la sensazione, la percezione del fenomeno, in poche parole, il dato empirico. Per noi empiriocentristi (o empiriocentrici, o eccentrici tout court) oggetto della fisica non sono tanto le leggi che regolano la materia ma piuttosto le leggi che regolano l'apparire dei fenomeni e il flusso delle sensazioni. Sembrerà una differenza da poco. Mach diede comunque il suo contributo alla scienza, si trattava solo di difendere una posizione più onesta là dove i materialisti si lasciavano invece troppo suggestionare dalla presenza ontologica di una materia che si presentava piuttosto come un segno convenzionale per indicare l'accadere dei fenomeni. Paradossalmente, l'esistenza della materia seguiva così le sorti della metafisica, la physis è infatti prima di tutto il regno del fenomeno, non della materia, questa è un "di più", un "voler aggiungere" in disaccordo con la nota legge di economia dei concetti (e degli enti). La suggestione della materia è dunque l'ultimo bastione della concretezza, ridurre la realtà a semplice flusso di sensazioni senza ulteriore fondamento è invece l'ultima conquista dell'instabilità. Da questo mio originario scetticismo discendono gli altri per conseguenza: anche il materialismo è storico (tendenza del momento, Weltanschauung, concezione del mondo in un particolare stadio della conoscenza, non verità assoluta).