martedì 22 novembre 2016

Intervallo

La vita non ha mai smesso di apparirmi come un sogno grottesco, troppa immaginazione, mi dicevo, autosuggestione, forse depressione, macché, più la considero lucidamente e più l'affabulazione continua della coscienza mi pare fatta della stessa sostanza dell'incubo, un incubo a cui per giunta siamo tutti disperatamente aggrappati, pena la morte, il grande spavento del nulla. Ma vi pare normale nascere dalle viscere e crescere nelle nostre stesse ossa, lievitati dall'interno, per poi deperire (piano piano, si spera), ridursi a nient'altro che merda (la nota putrescenza celiniana), e in mezzo tutta una lunga serie di scazzi attorno a problemi perlopiù irrisori, vi pare giusto che ad uno spetti la bella vita e all'altro lo schifo? Tanta fatica per nulla. E per non dire degli amori, di tutto il dissipare delle passioni, condotti al macello da un capriccio delle gonadi, leggi di natura, le chiamano... se voi ci trovate un senso, se a voi piace così, be', allora vi invidio, tantissimo.