domenica 13 novembre 2016

La signora delle camelie

Però che bello quando si poteva andare effettivamente a puttane, intendo nei bordelli, leggo questi libri, per esempio i diari di Flaiano e Céline, dai cui traspare tutta la naturalezza dell'atto, come se s'andasse a prendere il caffé al bar. Oh, intensi che pure adesso ci si può andare, ma come sempre tutto è ammantato di ipocrisia, si deve fare tutto di nascosto, come i preti che vanno a donne, con gli amministratori locali che fanno resistenza passiva, che fanno la multa per divieto di sosta, ecc. Lascia perdere me, io lo so già come sono fatto, pure se tornassero i bordelli non ci andrei, troppo riservato, ma siccome sono romantico è il concetto della casa di piacere in sé che mi attrae, perché non è più avvilente per la donna doversi nascondere, far finta di, non è destino della donna farsi strumento delle ipocrisie altrui? E poi bordelli anche per le donne, sissignore, non hanno il diritto anche loro di soddisfarsi nel modo più naturale? (poveri ometti, altro che zabaglione e viagra, degli individui affetti da priapismo congenito ci vorrebbero). Io temo che all'italiano in fondo piacciano le cose così come stanno, perché all'italiano l'ipocrisia gli fa da innesco, piace lamentarsi degli stranieri e poi sfruculiarsi le africane in mezzo alle fratte, è nel suo Dna la doppia morale, finita lì.