mercoledì 14 agosto 2013

C'è ancora chi pensa che la religione sia sinonimo di morale e che la missione della cosiddetta "destra liberale" sia da un lato proteggere le libertà individuali dall'invadenza dello stato e dall'altro proteggere gli individui dalla libertà dei costumi. Per cui è probabile che ai loro occhi ne esistano di due tipi: una libertà buona che libera gli uomini dalla pressione fiscale e una libertà cattiva che li conduce dritti alla dissolutezza. Che poi gli uomini del primo tipo, i più virtuosi, si lascino segretamente divorare dalle passioni del libertinaggio e che gli uomini del secondo, i più dissoluti, di fatto non battano un chiodo, be', questo fatto appartiene alle grandi contraddizioni della vita. C'è chi nasce con la paura di volare e chi con il timore di andare all'inferno, non si discutono le patologie. Ma non è nemmeno il caso di scomodare le patologie, è più vanagloria, l'inferno di cui si ha più paura è sempre quello terreno. Ci si costruisce una vita da cittadini modello, magari che fanno carriera (per esempio, da figlio avvocato a segretario di partito) e poi è chiaro che bisogna reggersi il gioco, pena lo scandalo e la perdita della posizione acquisita. Con liberali di tal fatta sarà difficile puntare al rinascimento.