Questa eterna bonaccia dello spirito in cui siamo precipitati noi delle società cosiddette avanzate, isole di lotofagi, indifferenziato tirare avanti tra lavori precari e occupazioni accidentali intervallate da generici sfoghi contro questo o quel governo, si può definire senza timore di sbagliarsi l'universo nulla, un nulla che non è fatto però di nihil absolutum ma di qualcosa che assomiglia più a un ápeirōn, a un indefinito, un privo di forma e direzione. Come i lotofagi pratichiamo metodicamente l'evasione, leggeri come nuvole, le nostre produzioni intellettuali girano a vuoto dentro lo sterile recinto del tardo illuminismo tecnologico, epoca che ottimizza i mezzi e indifferenzia gli scopi, fine della storia e inizio di nessun principio, arredo senza dimora, pretesa di godere la vita privandola di significato, e se mai qualcuno dovesse cadere malauguratamente in depressione si tratta di una patologia dovuta principalmente a cause organiche, occorre ammaestrare i neurotrasmettitori a produrre la più corretta versione della realtà, una mera questione funzionale: questo è il prodotto della ragione.
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