Mi trovo in difficoltà a comprendere il significato di "Stato etico" hegeliano, davvero non riesco a comprendere dove mai si produrrebbe questa eticità, la formuletta di rito per darne spiegazione è che lo Stato "è l'ingresso di Dio nel mondo", dove Dio qui è da intendersi come lo Spirito, la ragione universale che sottende a ogni cosa come un silente demiurgo della storia: lo Stato è il momento in cui gli esseri umani superano l'egoismo individuale e si uniscono sotto leggi comuni che sono l'incarnazione concreta della razionalità. Ora, difficile per noi attuali riconoscere Dio o comunque lo Spirito della razionalità universale nel "decreto rave" o in una qualsiasi legge di bilancio, ahimè siamo nati in un'epoca sfortunata in cui lo Spirito Assoluto sembra essersi ridotto a comune spirito di patate, ma all'epoca di Hegel ancora si poteva dire che l'uomo realizza la sua vera libertà proprio conformandosi alle leggi dello Stato, vera sostanza etica e morale perché sintesi suprema che unisce l'istituzione Famiglia all'istituzione Società Civile. Idealista era un idealista, non si può dire il contrario.
[ → Friedrich Hegel in compendio]
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