Insistiamo nel pensare che noi siamo il vertice di uno sviluppo civile, noi in quanto democratici occidentali, e questo magari sbertucciando Hegel che era così antiquato ma alla fine persuadendoci come lui che siamo il culmine dello Spirito della storia. Russi e cinesi, poverini, stanno più indietro di noi, sono appena adolescenti, come diceva Johann Herder, antesignano di Hegel, nel 1700: l'Oriente è l'infanzia dell'umanità, e il dispotismo di quegli Stati è giustificato dalla necessità dell'esercizio dell'autorità nel periodo dell'infanzia, l'Egitto ne è la fanciullezza, i Fenici ne rappresentano l'adolescenza, i Greci la giovinezza, i Romani, invece, va da sé, sono la «maturità del destino del mondo». Passi per i conservatori, che sono stupidi, ma anche i laici amici del progresso si pensano spiritualmente dei prescelti, da questa forma di narcisismo nasce poi tutta una dialettica dell'abbaglio che porta solo altro caos e altro scompiglio, ma probabilmente è proprio così che deve andare.
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