lunedì 11 maggio 2026

Carlo Marx

Ho fatto una full immersion in Carlo Marx, un bel ripassone che mi ha riportato ai tempi in cui frequentavo timidamente via Festa del Perdono compulsando anche uno dei pochi testi universitari che ho salvato, sono pieno di materialismo storico e di plusvalori e di cadute tendenziali del tasso di profitto, mi sento un po' alienato.

C'è un passo del Manifesto dove descrive l'ascesa della borghesia, un pezzo veramente scritto bene, si potrebbe dire addirittura immortale data l'attualità: "Spinta dal bisogno d’uno smercio sempre più esteso, la borghesia invade il globo intero. Bisogna che dappertutto s’impianti, che dappertutto stabilisca e crei dei mezzi di comunicazione". Oppure: "Essa costringe tutte le nazioni, sotto pena di morte, ad adottare il sistema di produzione borghese; essa le costringe ad introdurre presso di loro la sedicente civiltà, cioè a divenire borghesi. In una parola, essa modella un mondo a sua immagine." E ancora: "Il governo moderno non è che un comitato amministrativo degli affari della classe borghese".

A togliere il riferimento alle classi e a trovare un nuovo termine per "borghese" il discorso fila via liscio come l'olio. Marx andrebbe aggiorn... chi era quello che si era inventato il "comunismo ermeneutico"? La buonanima del Vattimo. La borghesia è un veicolo della metafisica del dominio, del pensiero forte. Dobbiamo essere deboli, i deboli sono meno pericolosi (Nietzsche dissentit).

Ecco il provvisorio frutto delle mie fatiche: Carlo Marx.

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