sabato 8 ottobre 2016

Credere

E' difficile non credere a niente, anche quando non è tua intenzione credere in qualcosa ti rendi conto che credi che non credere a niente sia meglio che credere in qualcosa (potete prendere un cachet, non è mia intenzione farvi venire il mal di testa). Forse siamo destinati allo scacco ecc. ecc. Forse anche l'atto del credere appartiene alle categorie a priori, forse siamo programmati per credere e non possiamo esimerci dal farlo. Perché credere non significa solo avere fede in Dio (troppo facile), significa soprattutto abituarsi a una certa visione del mondo, per comodità e perché non si può vivere a lungo nell'incertezza senza piantare un chiodo, fisso, possibilmente. Non credi in Dio? E allora crederai negli atomi, sembrano mantenere quel che promettono, fosse anche la morte. Crepate pure se ci tenete tanto. Io per parte mia comincerò a credere che esista una qualche scappatoia connaturata alla logica dell'essere, se non altro mi servirà per dormire la notte e non avere più quegli incubi in cui mi assale la certezza dell'annientamento e tutta la vita mi pare spesa invano, dici poco.