giovedì 3 marzo 2016

Amor vincit

Meno male che c'è l'utero, sennò sai la noia. Insomma, pare che questo limite sia valicabile in vista del fine, che è poi il fine più alto di tutti, quello di dare la vita (mettere al mondo), e il fine giustifica i mezzi. Tutte le obiezioni dovrebbero stemperarsi in vista del più nobile degli scopi. In un ipotetico tribunale della ragione sarebbe la linea difensiva della tecnica, braccio armato della modernità. Il pubblico accusatore, il cardinal Bellarmino della situazione, attacca come di consueto facendo appello alla tradizione, vale a dire alla consuetudine: si è sempre fatto così, perché mai si dovrebbe fare diversamente? E' contro natura (cioè contro l'abitudine), hybris, travalicamento del limite, ecc. (se è così, gli dei vigilano, la vendetta non tarderà ad arrivare). Il tutto avvolto dall'indigeribile melassa del sentimentalismo, della cacca santa e dello scarrafone bello a mamma sua, nulla ci sarà risparmiato (ma tu vuoi più bene a mamma o ai papà?). Eudemonia, bene è ciò che rende felici: sarà davvero così? Ma non credo proprio, tuttavia è l'approccio che più consola e quindi avanti! (si scontrano due emotività, l'amore che vince ogni cosa da una parte, il teatrino della famiglia tradizionale dall'altra).