sabato 15 febbraio 2014

Dopotutto non sarei poi così prevenuto su Renzi, voglio dire, piuttosto che Cuperlo e i placidi traghettatori zen... un vero leader dovrebbe tentare di indirizzare gli eventi e non di lasciarseli scorrere addosso, non è forse la politica la dimensione del potere e del voler potere? Piuttosto stupirà lo straniero questa assoluta nonchalance con la quale a un leader ne succede un altro, senza una regola precisa che ne regoli l'alternanza, come ai tempi dell'impero romano, quando a un Eliogabalo e a un Settimio Severo non si capiva bene chi doveva succedere e l'anarchia regnava sovrana. Dice il saggio: dopotutto in Italia non votiamo per eleggere un Primo Ministro ma un Parlamento e fintantoché in Parlamento vi è una maggioranza disposta a sostenerla risulta legittima qualsiasi investitura, che sia quella di Pippo, Pluto o Ulpio Claudio Paperino. Compito primario di Renzi sarà dunque quello di svuotare il Senato delle sue prerogative in modo che esso non entri troppo in conflitto con l'organo reggente ma anzi ne avalli e ne sostenga l'azione e ne promuova l'immagine e i contenuti: la rinascita passa dall'Impero, la rivoluzione della bellezza fra Dante e Twitter (quella vecchia storia per la quale gli elettori votano con la coalizione anche il suo leader è questione oramai superata, il leader regge se non diviene ostaggio del parlamento, vi è infatti un'evidente asimmetria fra la dinamicità degli emicicli e la staticità dei capi di coalizione, qualcuno qui si ricorda di Bersani o di Berlusconi?).

Secondo il principio di sovrapposizione una particella subatomica, finché non viene misurata, si trova nella sovrapposizione di tutti i suoi stati possibili. E' un principio controintuitivo che contravviene a quello di non-contraddizione, gli esperimenti hanno confermato che si tratta di uno stato reale e non ipotetico, realmente la materia si comporta così a livelli microscopici, la realtà si crea letteralmente davanti ai nostri occhi nella misura in cui la percepiamo.

Ma il principio vale anche su scala macroscopica e ve lo voglio dimostrare con un bell'esempio pratico: Matteo Renzi è stato visto stasera allo Stadio Franchi di Firenze a seguire uno di quei moderni combattimenti gladiatorii che cadono sotto il nome di "partite di pallone". Qualcuno di voi obietterà: «ma non si trovava a Roma?». Dipende. Matteo Renzi, finché non viene inquadrato dalle televisioni, si trova come tutti noi nella sovrapposizione di tutti i suoi stati possibili, ubiquo ai canali, onnipresente su gli affari luminosi. Qualcuno l'ha visto al Nazareno, altri a Milano, qualcun'altro l'ha segnalato sul Monte Rosa, Renzi, come gli altri prima di lui, esisterà nella misura in cui verrà inquadrato. Non è ancora premier che già s'è fatto prendere da quella frenesia per cui presto sarà praticamente impossibile stabilirne posizione e velocità nel medesimo rispetto, si moltiplicherà sugli schermi, sui twitter e sulla radio a reti unificate per consustanziazione degli uffici stampa, l'Obama italiano, the brash young major of Naples (che tanto per gli americani siamo tutti di Napoli, e al massimo "de Roma").

Che tristezza, la grande tristezza. State sereni.