domenica 2 luglio 2017

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Trovandomi ormai alla destra di Renzi io non comprendo bene quel che si agita alla sua sinistra. Passata la fase giovanile - durata per la verità fino ai quaranta - dell'ostalgia socialista in salsa pidiessina, mi resi improvvisamente conto che sotto quel sentimentalismo niente, che non c'era nulla di così riprovevole nell'economia di mercato, che l'unica vera vocazione dei compagni era quella di passare il tempo a teorizzare utopie in cui tutti avrebbero goduto della redistribuzione di una fantomatica ricchezza generata da non so bene quale economia solidale. Almeno fosse stato ordoliberismo tedesco, macché, era qualcosa di più nebuloso e italiota, vale a dire campato in aria, praticamente fuffa, com'è fuffa tutto questo convulso tramestio di cose rosse che si agita alla sinistra di Renzi, fra bersaniani, prodiani, pisapiani e posapiani vari, specialisti in supercazzole. Allo stato attuale sarei disposto a votare pure il centrodestra se non fosse uno stuolo di borghesucci bigotti, ancora un partito serio che faccia i conti con le fesserie degli uni e degli altri non c'è e forse mai ci sarà, io resto seguace del mio personale partito libertario molto eccentrico e dotato di scarsissimo appeal aspettando tempi migliori che tuttavia non mi aspetto di vedere.