martedì 20 settembre 2016

Schopenhaueriano

Il mio essere schopenhaueriano si riduce essenzialmente alla consapevolezza di essere totalmente alla mercé della vita (cosa che fra l'altro farebbe la gioia dei più), e cioè di essere in balia di quella sorta di pilota automatico che è incistato in ogni organismo vivente, dall'uomo alla pianta al paramecio, che non è tanto propensione ad esistere quanto a resistere in vita, condotto dall'istinto verso la riproduzione che per mia fortuna mi è stata risparmiata (e per questo devo ringraziare le donne che hanno fatto mostra di non considerarmi mai troppo sotto quel punto di vista). I miei istinti non mi appartengono, la mia natura nemmeno, non l'ho decisa io, mi sento come trasportato dai flutti, una pedina nella disponibilità di un giocatore misterioso che beatamente si diverte a tormentarci tutti, è abbastanza per sentirsi schopenhaueriani? E allora lasciamoci trasportare.