Se le nostre azioni sono determinate allora non siamo liberi, ma se sono casuali allora sono determinate dal caso, su cui non abbiamo comunque controllo. Alcuni pensatori, consci della contraddizione, assunsero una posizione detta "compatibilista": la libertà risiede nel seguire la propria volontà, non nel poter agire al di fuori delle cause che l'anno determinata. Per David Hume l'uomo è libero quando non è costretto a fare ciò che non desidera, anche se i suoi desideri sono il risultato di una serie di istanze non casuali. Desideriamo, per tutta una serie di motivi, ma quando la realtà contraddice questo desiderio allora ci percepiamo come privati della libertà, diversamente, se la realtà lo asseconda allora diciamo che siamo liberi. Che cos'è dunque questa libertà di cui tutti parlano? Una forma di condizionamento culturale, della nostra cultura in particolare, che si spinge fino a farsi prescrizione morale, confondendo le cose "come sono" con le cose "come dovrebbero essere" (Is–ought problem).
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