Il problema del male, dice lo Schopenhauer, viene dal fatto che ciascuno ha questa volontà intera dentro di sé che lo mette in contrasto con le altre volontà, ed è già un bel problema, perché è originario, sempre pronto a balzare fuori, nelle civiltà organizzate questo contrasto sembra meno evidente perché l'organizzazione attenua il bisogno immediato, ma è un impulso irriducibile che prende le forme più disparate (sublima, direbbe la moderna psicologia) e non dilegua mai del tutto. Poi c'è lo scoglio del carattere, quella forma dell'essere che ci è data in modo peculiare quando veniamo al mondo, per cui uno si avvede anche delle volontà altrui e le tiene in considerazione, e un altro invece vede solo la sua o la ritiene prioritaria e la vuole imporre. C'è insomma un dolore metafisico che precede ogni tentativo di riformare la società e con essa riformare anche l'uomo, questo dolore ci precede e nessuna utopia rivoluzionaria potrà mai guarirci interamente dal male.
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