domenica 29 maggio 2016

Scelte di pancia

Dal punto di vista della logica, logicamente parlando, una democrazia resta tale finché sono previste elezioni, per cui sulla riforma costituzionale dovremo affidarci a qualcosa di diverso dalla logica per distinguere il bene dal male. Se vince il Sì, dicono, avremo una specie di alternanza di dittature mascherate e un governo forte che ridurrà il parlamento a mero esecutore delle sue direttive. Se vince il No, dicono, continueremo ad essere ostaggio degli inciuci, della compravendita dei parlamentari, del trasformismo, se vince il No l'Italia continuerà ad essere quella di sempre: instabile, voltagabbana, intrallazzara. Allora vedete bene che nella scelta del Sì e del No le ragioni emotive prevarranno, come sempre, su quelle della logica, è il destino della politica (in altre parole non credo che vi sia un'argomentazione logica inoppugnabile in grado di ergersi al di sopra delle parti, molta della logica applicata alle scienze umane non è che emotività mascherata, paura, speranza e capziositá). (Per esempio io mi faccio sempre guidare dalla paura, altro che logica).