mercoledì 11 maggio 2016

Errare

Sarò una brutta persona ma frequentare la filosofia mi sta portando non tanto a parteggiare più convintamente per questa o quella parte politica quanto a muovermi criticamente attraverso i concetti, sono diventato politicamente agnostico (qualcuno mi accuserà di indifferenza, non importa). La realtà è di per sé aporetica perché si fonda su un presupposto non evidente quale il libero arbitrio, ovvio che i conti non tornino mai, ottima soluzione sarebbe considerare tutto come necessario e allora sì che i conti tornerebbero, ma abbiamo visto come per il solo fatto di agire non possiamo non dirci liberi. In altre parole, fintanto che ci pensiamo liberi siamo costretti ad errare, obbligati all'aporia, e cioè a vagare senza poggiare mai i piedi su un terreno definitivamente solido, la soluzione c'è, ma diventa impraticabile nel momento stesso in cui si comincia a cercarla: libertà è non verità, verità è non libertà (e infatti le leggi della fisica funzionano a meraviglia perché non hanno la pretesa di dirsi libere).