sabato 12 settembre 2015

Non possiamo non dirci occidentali

Ho come l'impressione che allo stato islamico riescano tutte e allo stato laico nemmeno una. E' la vecchia questione dell'autoflagellazione dell'occidente, che per espiare le sue presunte colpe storiche si dà al depotenziamento, come se questo bastasse a convincere i suoi nemici di smettere di odiarlo. Guai ad accennare a una supremazia, ti guardano male. Ma, dico io, nello stesso momento in cui laicamente ci accingiamo ad accogliere i rifugiati, ci facciamo i sensi di colpa e ci appelliamo ai diritti umani, proprio in quel momento, non stiamo forse riaffermando i valori dell'occidente? Chiaramente sì, ma questa cosa non la si vuol vedere. Ora, non si tratta di appuntarsi la medaglia al petto e andare allo scontro di civiltà, si tratta semplicemente di prendere atto che non possiamo non dirci occidentali, il che non coincide con il famigerato "non possiamo non dirci cristiani", perché l'occidente è quel luogo in cui ogni confessione è messa sullo stesso piano e accetta di autolimitarsi in nome del rispetto reciproco e di una legge esterna e superiore. E' questo poi che fa venire il mal di pancia alle religioni, ed è un buon segno, perché quando accade significa che l'occidente funziona (è quando non accade che qualcosa si è rotto).