lunedì 29 luglio 2013

Insisto, nemmeno io sono molto d'accordo sullo ius soli ma farsi venire lo sturbo per la ministra Kyenge, con minacce di morte via web e aventini in quel di Cantù (gli illuminati canturini) mi pare non solo eccessivo, ma anche patologico. Ma in che paese viviamo? Per esempio un paese in cui se uno si rompe un alluce il lunedì mattina passa tutto il giorno in pronto soccorso e per farsi sentire deve farsi avanti con coraggio e spavalderia seminando sangue per le corsie. Poi lo dimettono verso le diciassette e trenta e si deve curare da solo, quando passa, passa. "Indossi zoccoli di legno" (!), ma non ti steccavano una volta? Bah, saranno i progressi della medicina.

«Si scrive tanto della lobby gay. Io finora non ho trovato in Vaticano chi ha scritto "gay" sulla carta d'identità. Bisogna distinguere tra l'essere gay, avere questa tendenza, e fare lobby. Le lobby, tutte le lobby, non sono buone. Se una persona è gay e cerca il Signore con buona volontà, chi sono io per giudicarlo? Il Catechismo della Chiesa cattolica insegna che le persone gay non si devono discriminare, ma si devono accogliere. Il problema non è avere questa tendenza, il problema è fare lobby e questo vale per questo come per le lobby d'affari, le lobby politiche, le lobby massoniche».

La buona cosa è che Francesco non discrimina i gays. Certo restano tutti i divieti in fatto di matrimonio gay (perché pretendere il matrimonio gay significa appunto organizzarsi in lobby), ma, dico, cosa ha fatto fin qui la Chiesa Cattolica se non organizzarsi in lobby? Forse c'è dell'autocritica, forse il Papa rivoluzionario vuole far sparire le lobbies dal Vaticano. Detto da un gesuita ci sarebbe anche da ridere. Senonché. Senonché Papa Francesco dice messa a Copacabana e indossa copricapi indiani, un simpaticone, insomma, come Wojtyla. 

Vorrei una donna che mi prendesse in cura perché mi sento solo, soprattutto con un alluce rotto. La tizia di radiologia (so anche il suo nome, è scritto sul referto) mi ha parcheggiato in corsia su una carrozzina con uno sbarazzino "ciao!", io, il quarantenne (lei avrà avuto trentanni). Forse c'è uno sbaglio, sono io che non ho quarant'anni, forse non sono nato negli anni settanta, forse mi hanno contraffatto l'atto di nascita e in realtà sono nato negli '80. A pensarci bene mi ricordo solo degli anni '80. Dovremmo compiere gli anni una volta ogni due anni, ci sentiremmo tutti più giovani.

Comincio a sentirmi di nuovo solo, ma questa volta eviterei gli inutili isterismi. Sono infantile, sono come un ragazzino impaurito, per me ci vorrebbe una donna a cui non importi, che veda in me quelle qualità che stento a vederci io. Un miracolo...

Con l'alluce rotto avrò molto più tempo per scrivere, anche di notte purtroppo, per cui preparatevi.