sabato 4 giugno 2011

Angelino Alfano è l'uomo giusto per il sud, incarna alla perfezione il sogno del piccolo borghese meridionale del figlio avvocato che ha fatto carriera a Roma, ma non ce lo vedo proprio l'austero Angelino a scaldare i cuori delle partite iva, troppo uomo d'apparato, troppo impiegato statale per entrare in sintonia con il nord devastato dalla crisi economica globale. Ce lo vedete voi l'Angelino nostro scagliarsi contro i cinesi? E che gli hanno fatto a lui, mica gliene fotte qualcosa. Al suo posto ci avrei visto bene un Tremonti invece, lui sì che tiene la narrazione giusta, ma sta sul cazzo al capo e quindi non se ne fa nulla. Ecco, Angelino Alfano è un uomo senza narrazione, e di questi tempi ma 'ndo vai se una narrazione non ce l'hai? Ci vogliono assolutamente le primarie.

Capisco anche che l'Angelino è stato paracadutato dall'alto come amministratore delegato per gestire la difficile fase della riorganizzazione (o dismissione) del partito, ma io per spirito di contraddizione ero quasi pronto a fare il salto della quaglia e schierarmi per simpatia con i perdenti ed ora mi manca il terreno sotto i piedi, abituato com'ero all'allegria futurista del capo vedermi improvvisamente queste facce da assicuratori al potere mi intristisce più che spingermi verso gli atti di eroismo.
Cosa ci troverà Berlusconi in Alfano che Capezzone non ha? Daniele era più giovane, più carino, con ancora tutti i suoi capelli e si era liberato a parametro zero, non era forse meglio scegliere un volto fresco a parità di immobilità dei muscoli facciali per sottolineare l'inizio di un nuovo corso? A Berlusconi sta venendo meno la capacità di discernimento, urge dismissione del nano sul modello Wojtyla o temo seriamente per il futuro del paese.