[momento didattico]
Tirando le somme di Hegel, egli nota — dopo aver stabilito che la cosa in sé kantiana è contraddittoria e quindi non esiste una realtà indipendente e non intelligibile dal pensiero — che il contenuto razionale della coscienza è lo stesso contenuto razionale della realtà, sicché nella coscienza si manifesta la stessa razionalità universale in divenire, che chiama Geist, Spirito, perché la coscienza è il luogo originario da cui muove anche la materia. Questa razionalità universale è destinata ad autocomprendersi interamente nella coscienza degli uomini, raggiungendo quel momento che Hegel chiama Spirito Assoluto, perché in quel momento lo Spirito si compie interamente non avendo più nulla al di fuori di sé.
Il movimento in cui consiste la realtà è regolato da una legge dialettica, che i più hanno riassunto in "tesi, antitesi e sintesi", mentre Hegel parla di "momento astratto", "momento dialettico" e "momento speculativo". Nel primo momento l'Idea è concepita astrattamente slegata dal suo contesto, in quanto concetto statico, nel secondo momento l'Idea viene messa in moto da un'Idea contraria che le si oppone, nel terzo momento, quello risolutivo, le due Idee precedenti si rispecchiano conservandosi e unificandosi in una sintesi. Esempio: l'Essere è immutabile, ma la sua immutabilità è messa in dubbio dal Nulla, Essere e Nulla trovano la loro sintesi nel Divenire, in cui gli enti oscillano tra l'Essere e il Nulla.
Il vero è solo l'intero, cioè è veramente reale solo ciò che è arrivato alla fine del processo dialettico, cioè nel nostro esempio è reale solo il Divenire, Essere e Nulla non sono reali. Per contro, il Divenire non sarebbe Divenire se uno solo dei due termini che lo compongono non fosse presente: la realtà è un sistema che necessita di tutte le sue parti.
Per quanto riguarda le implicazioni etiche del pensiero hegeliano, è noto che per Hegel la razionalità universale si manifesta e si esprime innanzitutto nelle leggi dello Stato, le leggi dello Stato sono lo Spirito che si oggettivizza nelle istituzioni umane. Lo Stato è quella verità, quel tutto organico, che riunisce in una sintesi la società di base della Famiglia e la società civile fatta di individui che lottano fra di loro. Lo Stato è concreta Eticità (Eticità: la morale soggettiva che si fa costume condiviso e pratica di vita comunitaria, non più limitata alla coscienza isolata). La libertà degli uomini consiste dunque nell'obbedienza spontanea alle leggi di quello Stato che si è riconosciuto come concreta espressione della razionalità universale tradottasi nella storia. La stessa storia è la progressiva concretizzazione della razionalità universale.
Ne consegue che l'individuo isolato non è verità, è fatto accidentale, puro strumento in mano al processo dialettico che muove verso lo Spirito Assoluto. Gli stessi grandi condottieri alla guida dei loro vastissimi imperi sono solo giocattoli in mano alla razionalità universale che se ne serve per i suoi scopi, abbandonandoli poi al loro destino una volta esaurita la loro funzione storica.
Può aiutare rilevare che Hegel visse in un periodo storico fatto di rivoluzioni, imperi napoleonici e crollo degli stessi imperi con successivi periodi di restaurazione, la sua filosofia fu un tentativo di razionalizzare questo momento che ai contemporanei dovette apparire assai caotico. E questo è quanto.
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